Home Notizie News dalla piazza 18/12/16 MTB: Il Challenger Palesio visto dai “ricognitori”
18/12/16 MTB: Il Challenger Palesio visto dai “ricognitori” PDF Stampa E-mail
Scritto da Biker 0156   

L’appuntamento è per le sette al centro sociale di Palesio, Varignana. Il cielo è sereno anche se radi banchi di nebbia e foschia sfidano i fari della macchina che pigramente conduco al ritrovo. Sul posto c’è già un pimpante Mauro mentre Ricky arriva proprio davanti a me. Ci prepariamo al buio e, nonostante i  -6°C, siamo moralmente eccitati e determinati. All’arrivo di Simona foto di gruppo e partenza alla luce del solo faro che ho montato io. Le prime pedalate, immediatamente in salita, consentono di raggiungere in breve una buona temperatura corporea che combatte egregiamente la temperatura esterna. Dopo pochi minuti siamo in Via Cà di Masino e già all’orizzonte, verso est, i primi bagliori dell’aurora cominciano a vincere le tenebre della notte. Pedaliamo con vivacità sempre attenti a controllare che il percorso sia ancora correttamente segnalato. In breve raggiungiamo la deviazione che abbandona Via Cà Masino per prendere a destra il crinale in discesa che collega con la Gaianetta. Affronto in testa la discesa col faro ancora acceso anche se il buio comincia a stemperarsi col primo chiarore mattutino. La discesa è impegnativa e non mi permette di osservare  il panorama che,con le prime luci dell’alba, comincia a mostrare gli effetti della galaverna che ricopre di bianchi cristalli tutta la vegetazione. Il terreno si mostra subito compatto per la gelata notturna, ma i profondi solchi che lo segnano come ferite sono una pericolosa insidia per le ruote indecise. In qualche occasione mi trovo in difficoltà, ma riesco a vincere la sfida. Giunti su Via Gaianetta svoltiamo a destra su strada bianca e, dopo pochi istanti, davanti ai nostri occhi appaiono tre cuccioli di capriolo che ci attraversano la strada, ci guardano curiosi  e vanno a sparire velocemente nel bosco. E’ un avvistamento che ci riempie di gioia e basta da solo a ripagarci della levataccia mattutina e del freddo che, nonostante tutto, combattiamo agevolmente. Conosco bene questa strada e dopo una curva, quando inizia la salita, rimango stupito nel vedere un sentiero largo, livellato e ben battuto con materiale edile. Me lo ricordavo stretto, sconnesso con grosse pietre sporgenti, profondi solchi e chiuso da due pareti di vegetazione. Era molto più difficile, ma molto più bello. Nonostante tutto in salita perdo colpi, il fiato inciampa in gola e le gambe sembrano scoppiare. I miei due compagni di viaggio si avvantaggiano senza fatica mentre io li seguo con lo sguardo maledicendo il peso degli anni che mi porto sulle spalle. Raggiunti la cima nei pressi di Vedriano ci fermiamo ad ammirare lo spettacolo di una luminosa perla all’orizzonte che sale e si trasforma in un perfetto disco arancio. La successiva discesa verso S. Martino è come un volo ad occhi chiusi. I bagliori del sole basso sono talmente forti che feriscono gli occhi impedendo la visuale. Fortunatamente il terreno, gelato e compatto, permette di lanciare la bici, ma non mancano le difficoltà: una profonda buca con solchi ghiacciati mi attraversa improvvisamente la strada e solo un insperato intuito mi permette di evitare il peggio saltando fortunosamente l’ostacolo. Ma, mentre in cima i primi raggi di sole cominciano a stemperare il clima, scendendo usciamo dal cono di sole e rientriamo nel bianco mondo della galaverna con temperature che tornano molto rigide. La successiva salita di Via del Partigiano su strada ghiaiata prima, poi sterrata, ci riporta a godere del sole. Ricky e Mauro hanno sempre una marcia in più e spariscono nascosti dalle curve. Passato Liano abbandoniamo la strada asfaltata per imboccare una divertente discesa ripida, veloce ed in contropendenza con ottimo fondo gelato e ben battuto. Al termine della discesa Mauro si rende conto di avere il pneumatico sgonfio: 3 bombolette di CO2  e 2 di lattice non sono sufficienti per riparare il danno (con la beffa che si tratta solo della valvola che non sigilla). Lasciamo Mauro al suo destino dopo una telefonata ad Egmos che si incarica di recuperarlo, mentre io e Ricky recuperiamo la salita di Casalecchio dei Conti da dove, svoltando a destra prendiamo la direzione della pianura. Dopo poche centinaia di metri si apre davanti ai nostri occhi la vastità della pianura con un panorama di paesi e case dai contorni sfumati dai banchi di nebbia e dalla foschia ancora presente. Abbandoniamo l’asfalto per prendere una capezzagna sulla sinistra che presto si trasforma in single track in discesa per poi riprendere a salire in una impegnativa ascesa nel bel mezzo di un fitto boschetto. Dopo un ottovolante di duri strappi e ripide discese la pista torna su strada ghiaiata ed infine su via Cà di Masino per tornare tranquillamente a Palesio.

All’arrivo è già attivo il ricco pasta Party che offre un piatto di pasta ed un panino con salsiccia.

Bel percorso, ben segnalato, terrreno compatto e bella giornata nonostante la rigida temperatura. Mescolate tutti gli ingredienti ed aggiungete i 440 iscritti, l’ottima organizzazione e l’abbondante  pasta party finale per fare di questo 9° Wanderweg 4 Emme un evento con i fiocchi.

 

Bravi tutti i membri del Consiglio della Medicina 1912 con la presidente in testa che si sono adoperati per organizzare questo raduno, grazie a chi ha tracciato il percorso, a chi era impegnato negli incroci ed ai ristori, grazie a tutti quelli che oggi erano occupati a vario titolo per la migliore riuscita della manifestazione. Bravo a Fabio per le belle foto che saranno sicuramente un ricordo gradito per chi ha avuto la fortuna di essere immortalato (clicca qui per visualizzare). Ma il grazie più grande va ai Biker partecipanti che hanno fatto grande questo evento ed ai quali inviamo l’invito per le prossime manifestrazioni della Medicina 1912.

 
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